Musiccity morpheus da scaricare


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Morpheus è un completo ed potente programma rilasciato da MusicCity, differenza di Napster permette di scaricare anche file con estensione diversa da MP3;. Morpheus è uno dei più famosi programmi di file-sharing, basato File: 96KB ( piccolo programma che si connette al server per scaricare la versione La società che sviluppa Morpheus è la StreamCast (chiamata anche MusicCity). Nel Morpheus decise di cambiare network passando da OpenNap alla rete . Recensione di Morpheus download su xNavigation. Ciò significa che non sarà possibile scaricare il file in questione. permette la ricerca ed il download di qualsiasi tipo di file da reti di file sharing quali: MusicCity, Neo Network, Gnutella, . Sei qui: Home / Articoli e Novità dal mondo della musica / Il top per scaricare mp3 Maroni: scaricare musica gratis da internet Il caso MusicCity - Morpheus.

Nome: musiccity morpheus da scaricare
Formato: Fichier D’archive
Sistemi operativi: MacOS. Android. iOS. Windows XP/7/10.
Licenza: Solo per uso personale (acquista più tardi!)
Dimensione del file: 51.69 Megabytes

Permette di effettuare ricerche e grafici avanzati, di chattare, di selezionare quali file condividere e molto altro ancora. Dispone inoltre di un discreto numero di plug-in. Integra un browser per la ricerca ma è spesso bannato da svariati tracker per via del suo comportamento non corretto, ovvero che mira a ottenere il massimo vantaggio in termini di banda a scapito degli altri utenti.

Freeware 1,29 Mb TorrentFlux torrentflux. Comprende inoltre la possibilità di controllare la banda che state occupando. È possibile scaricare audio, video, immagini, documenti, software, ecc. Inoltre non ha pubblicità e spyware.

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Per restare in tema riportiamo una mail spedita a "Mediamente" dopo una puntata della trasmissione, dedicata appunto a Napster:. Non mi interessa il contorno: i dischi costano troppo, lo sappiamo tutti, ma volete spiegare che ci vogliono anni per imparare uno straccio di tecnica sullo strumento e per comprare milioni e milioni di lire di attrezzatura e ascoltare musica e capire come si fa a scriverne e produrne di decente, e poi arriva un deficiente qualsiasi e se la prende gratis Volete far capire all'idiozia generale che se si ama davvero un artista e gli si ruba la musica, automaticamente glielo si mette nel culo?

Tanti cari saluti da chi si sbatte per i vostri walkman del cazzo. Anzi, se hai ascoltato bene erano proprio gli Avion Travel ed Eugenio Finardi, due musicisti, quindi due diretti interessati a raccontare le loro esperienze positive con il file-sharing.

La grande invenzione delle Majors. Il pay-for-play di MusicNet diventa realtà. Anni fa, i siti dei fan della mitica serie televisiva Star Trek furono bersagliati da diffide analoghe della Paramount, proprietaria del marchio. In altre parole, non sono concorrenti: sono pubblicità a costo zero.

Chissà che la lezione non si possa imparare anche in Italia. Il secondo caso sembra essere un problema più serio, e non solo per i siti Web sportivi. Pagando, ovviamente. E' stato davvero Forrest Gump a inventare quella faccina sorridente composta da due punti e una parentesi che si usa in Internet e negli SMS per indicare allegria, ironia e felicità?

Viene spontaneo crederlo: infatti le faccine, come molte altre delle risorse più fondamentali e popolari della Rete, sono utilizzatissime, ma pochi sanno da dove provengono. La "faccina" ha in realtà un padre ben preciso: anzi, ne ha due. Il primo è Harvey R. Per il suo lavoro fu pagato 45 dollari e non chiese mai la registrazione del marchio o diritti d'autore.

Al picco della popolarità della Smiley Face , nel , furono vendute oltre 50 milioni di spille recanti il simbolo, e tuttora non si contano le vendite di adesivi, berretti, magliette e altri gadget decorati con l'allegra faccina rotonda e gialla.

Ormai il simbolo è diventato a pieno titolo parte della cultura collettiva in tutto il mondo. Fahlman propose di usare il due punti e la parentesi per creare una "faccina sorridente" coricata su un lato. Anzi, già che c'era propose anche di usare l'altra parentesi per creare la "faccina scontenta". Questi non sono certo gli unici due simboli emotivi di Internet: sono soltanto quelli di cui è sicura l'origine.

Alcune di queste "ciberfacce" o "emoticons" sono veri capolavori di creatività e arrivano a creare ironici ritratti di politici e celebrità. Un esempio? Fra il popolo di Internet circola un avviso che ha i toni della leggenda metropolitana: i documenti scritti con Microsoft Word "ruberebbero" informazioni dai computer.

In particolare, spedendo un documento Word a un altro utente ci sarebbe il rischio di mandare, nascoste del documento, informazioni che non si volevano affatto includere nel testo. Cosa c'è di vero? Diversamente da tante delle dicerie che circolano in Rete, un fondamento di verità c'è. Se impostate Word in modo da consentire il cosiddetto "salvataggio veloce", nel documento rimangono tracce di quasi tutte le sue versioni precedenti. Queste tracce si possono esplorare facilmente usando ad esempio il Blocco Note, anziché Word, per aprire il documento.

Ad esempio, se scrivete un'offerta commerciale a un cliente e poi la riciclate per comporne una simile per un altro cliente, spedendole via e-mail il secondo cliente potrà sbirciare i dettagli della vostra prima offerta. Verificare è semplice. Aprite Word, andate nelle opzioni e attivate il salvataggio veloce. Poi scrivete "Signor direttore, lei è un cretino" e salvate il documento.

Poi riapritelo, cancellate "cretino" e scrivete "esempio per tutti noi". Ora avviate il Blocco Note e usatelo per aprire il documento: troverete, in fondo al testo, un bel "Signor direttore, lei cretino.

Preoccupante, vero? Niente paura: il rimedio è semplice. Basta disabilitare il salvataggio veloce in Word, oppure salvare il documento in un formato diverso, tipo l'RTF, che ha il vantaggio di essere leggibile anche da chi non usa Word. Questa tecnica ha anche due altri vantaggi importanti: riduce le dimensioni dei documenti, rendendoli più veloci da trasmettere, ed evita la diffusione dei "macrovirus" che si possono annidare nei documenti in formato ".

Da dove viene l'MP3, il sistema miracoloso che memorizza brani musicali usando un decimo dello spazio normalmente richiesto? Nossignori: l'MP3 nasce a Torino. La sigla MPEG sta Motion Picture Experts Group , che è il nome di un'associazione internazionale di esperti di venticinque paesi, dedicata alle tecniche per ridurre lo spazio occupato da audio e video. Uno dei suoi prodotti più famosi è appunto l'MP3. Ma che c'entra la città del gianduia con tutti questi paroloni inglesi?

Senza di lui, gli esperti non si sarebbero mai coordinati e non avremmo l'MP3: un brano musicale occuperebbe decine di megabyte e ci vorrebbero ore, invece di minuti, per scaricarlo da Internet. In altre parole, Napster e soci esistono soltanto grazie al lavoro di base di Chiariglione e ai suoi colleghi. La RIAA ha sfidato gli hacker di tutto il mondo a violare i propri sistemi, e ne è uscita con le ossa rotte: tutti i sistemi anticopia sono stati superati con disinvoltura.

Viene da chiedersi quanto è costato questo tentativo, visto che la spesa verrà caricata sui CD musicali che comperiamo.

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Colpa di Chiariglione? Improbabile: le informazioni digitali sono copiabili per natura, piaccia o non piaccia ai discografici. Cos'è successo? Perché invece dei modelli del fisco compaiono sullo schermo le modelle di Playboy? Semplice: siete vittima di una burla da hacker nel senso vero del termine, che significa "smanettone", non "pirata".

Nell'indirizzo mostrato sopra che funziona veramente , tutta la parte di sinistra fino alla chiocciolina viene ignorata dal browser Internet Explorer, Netscape, Opera e simili , che usa invece la parte dopo la chiocciolina, dove è nascosto l'indirizzo del sito che effettivamente comparirà sullo schermo. Per nascondere un sito dovete conoscere l'indirizzo numerico che corrisponde al suo nome: basta aprire una finestra MS-DOS in Windows o una console in Linux e digitare ping seguito dal nome del sito da nascondere.

Ad esempio, ping www. Fatto questo, siete pronti per confezionare la burla: prendete il nome di un sito dall'aria innocente e rispettabile, aggiungete qualche simbolo e codice dall'aria strana, e infine accodate una chiocciolina e l'indirizzo numerico appena trovato. Spedite questo indirizzo alla vittima: se non usa uno dei pochi browser sicuri, quando vi cliccherà sopra si aspetterà di vedere il sito rossonero indicato prima della chiocciolina, ma si ritroverà sconcertata nel sito della squadra rivale.

Se ad esempio l'indirizzo numerico è Sommate i quattro risultati e ottenete il vostro indirizzo perfettamente mascherato: il successo della burla è garantito, anche con chi si dà arie da saccente digitale. Napster funziona ancora, ma è l'ombra di se stesso. In realtà i filtri non funzionano granché: immettendo "Gees" ho trovato senza fatica brani dei Bee Gees dai titoli storpiati appunto per eludere i filtri trasformandoli ad esempio in Tradegy al posto di Tragedy e in Saturdae Knight Feaver o urdaySat htNig erFev al posto di Saturday Night Fever.

Tuttavia sono efficienti quanto basta per rendere molto scomodo l'uso del servizio, per cui hanno ottenuto il risultato sperato: innescare una massiccia fuga di utenti.

Siccome Napster si basa sul libero scambio dei brani musicali presenti sui computer dei suoi utenti, se questi ultimi calano si riduce anche il numero di brani disponibili, per cui il servizio diventa ancora meno interessante, istigando una ulteriore moria di Napsteriti.

Un circolo vizioso fatale, insomma. La mazzata non consiste nella richiesta di denaro, perché moltissimi utenti sarebbero ben disposti a pagare per tornare a scaricare musica dalla Rete, ma nella protezione anticopia dei brani. Infatti pur avendoli pagati, l'utente non potrà masterizzarli a suo piacimento o trasferirli da un computer all'altro o al proprio walkman MP3, neppure per uso personale, senza ricorrere ad acrobazie da vero hacker.

In altre parole, scompariranno la semplicità e comodità che sono state alla base del successo di Napster. Un suicidio commerciale annunciato, insomma. In un modo o nell'altro, dunque, l'era di Napster è finita. Tutti consentono di scaricare musica gratuitamente e sono immuni ai problemi legali di Napster, ma sono complicati da usare e il loro stesso numero frammenta gli utenti, per cui non offrono la vastità di scelta del loro predecessore.

Ma come si suol dire, piuttosto che niente, meglio piuttosto. Ci sono circa quaranta candidati al ruolo di sostituto di Napster: da dove cominciare? E' anche una delle alternative più simili a Napster: come il suo illustre predecessore, Aimster è infatti un programma che si collega a un sito centrale, dove trova un elenco di brani musicali scaricabili che risiedono sui computer degli altri utenti del servizio.

Non è un grave problema: è una pura formalità, concepita specificamente per evitare i problemi legali che hanno squalificato Napster. Infatti in molti paesi gli scambi musicali sono leciti se avvengono fra amici. Aimster interpreta il concetto di "amici" un po' disinvoltamente, ecco tutto.

Un'altra differenza interessante è che lo scambio è protetto da un sistema di crittografia, per cui i dati scambiati viaggiano sulla Rete senza che altri possano decifrarne il contenuto: anche questa è più che altro una tattica per evitare i problemi legali di Napster.

Bella scusa. La vera differenza, purtroppo, sta nella facilità d'uso. A parte il fatto che come al solito il programma è disponibile soltanto in inglese e soltanto per Windows, la sua configurazione è lunga e macchinosa.

Se siete protetti da un buon "firewall" come l'indispensabile ZoneAlarm, Aimster annaspa. Inoltre sulle tre macchine sul quale l'ho provato, Aimster ha bloccato il sistema più volte o non è partito del tutto.

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Non è una bella prospettiva. Insomma, più si provano i surrogati, più si rimpiange Napster. Ma la ricerca continua. Molti ex utenti di Napster si stanno consolando tra le braccia di Morpheus. E' comprensibile: a differenza di molti altri programmi di scambio musicale, Morpheus è quasi come Napster per semplicità d'uso, stabilità e assortimento di brani scaricabili.

Purtroppo il programma ha anche numerose pecche e alcuni problemi di sicurezza. A differenza di Napster, Morpheus consente di scaricare non solo musica ma anche qualsiasi altro tipo di file: immagini, software, documenti e videoclip.

Opzione senz'altro interessante, ma molto pericolosa: infatti se impostate male quali cartelle volete rendere accessibili agli altri utenti, renderete pubblico tutto il contenuto del vostro computer.

Capita facilmente: infatti ho trovato centinaia di utenti totalmente accessibili, password comprese. Conviene attivare soltanto la cartella "My Shared Folder" e mettervi dentro i singoli file che volete rendere scaricabili. Rispetto a Napster, inoltre, manca l'elencazione immediata della qualità audio del brano, che è un criterio fondamentale per decidere se scaricarlo o meno. E' vero che se lasciate fermo il cursore del mouse sopra un titolo compare una finestra che riporta la qualità audio kbps equivale grosso modo alla qualità del CD , ma è un procedimento inutilmente macchinoso.

A parte queste magagne, Morpheus funziona: trova i brani e li scarica senza problemi, consentendo persino di riprendere uno scaricamento interrotto; se avete una connessione veloce, permette di ascoltare il brano o vedere il video intanto che lo state scaricando; e difficilmente avrà problemi con la giustizia, dato che non dipende da un sistema centralizzato e crittografa i dati, per cui è illegale tentare di scoprire se vi circola la musica delle case discografiche.

Il pericolo per Morpheus è un altro, e viene dall'interno: la licenza d'uso parla di future "funzioni prepagate", e il programma è predisposto per imprecisati "sistemi di protezione dei diritti digitali". In altre parole, Morpheus ambisce a diventare presto un servizio a pagamento. Meglio quindi approfittare adesso di questo periodo gratuito. Volete imparare tutto sulle alternative a Napster?

Il posto migliore per cominciare è il newsgroup it. Disponibile esclusivamente per Windows, è piuttosto piccolo K , per cui si scarica facilmente.

La schermata è irta di pulsanti e di opzioni che possono suscitare una certa confusione. Se cade la connessione, al collegamento successivo il programma riprende gli scaricamenti rimasti incompleti non sempre con risultati perfetti. Inoltre, se un brano non è disponibile mentre siete collegati a Internet, potete prenotarlo: non appena un altro utente lo mette a disposizione, AudioGalaxy inizierà a mandarvelo. Con qualche acrobazia sono disinstallabili, ma è facile che Audiogalaxy smetta di funzionare, per cui conviene lasciarli al loro posto.

A voi valutare se il rischio privacy è sostenibile.

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Infatti Gnutella è una spanna sopra gli altri in quanto a facilità e potenza. Cliccando su questi indirizzi accedete a pagine Web che in genere permettono di scaricare direttamente il brano.

Tutto qui: più facile persino di Napster. Molti, come Bearshare, sono in inglese, ma i loro siti offrono spesso istruzioni anche in italiano.

A differenza di Napster, Gnutella consente scambi non solo musicali: vi trovate infatti moltissimi videoclip e interi film principalmente a luci rosse: prudenza, quindi, nel lasciar usare Gnutella ai minori.

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Si possono prendere virus informatici tramite questi emuli di Napster? Soltanto se siete molto imprudenti. Tutto quello che scaricate dalla Rete va controllato sempre con un antivirus aggiornato, anche se arriva da fonte affidabile: una regola semplice che vale anche i prelevamenti da Gnutella e simili.

Il programma Imesh serve soltanto se trovate qualcosa che vi piace e volete scaricarlo. Purtroppo il software è disponibile soltanto in inglese ed esclusivamente per Windows. In quanto a sicurezza, Imesh ha gli stessi problemi di molti suoi rivali: siccome rende condivisibili tutti i tipi di file non soltanto gli MP3 come faceva Napster , è facile mettere inavvertitamente a disposizione del mondo intero i propri documenti personali, per cui scegliete con giudizio quali cartelle del vostro computer volete rendere accessibili a Imesh.

Cosa si trova di bello su Imesh? Moltissima musica, naturalmente, ma anche interi libri, film e telefilm specialmente Star Trek. Inoltre il programma legge anche i normali brani MP3. Pensateci dunque due volte prima di convertire la vostra collezione musicale al nuovo formato.

Praticamente tutta la musica che circola su Internet è registrata nel formato digitale MP3. Sorprendentemente, questa non è una bella notizia per noi utenti.

Semplice: sono incompatibili fra loro, per cui occorre installare, imparare e usare un programma diverso per ciascun formato. Inoltre prevedono sistemi anticopia, col risultato di impedire anche le duplicazioni legittime dei brani regolarmente acquistati via Internet. Non permettono, ad esempio, di trasferire i brani da un computer a un altro in caso di guasto o sostituzione, o di crearne una compilation da tenere in auto per lasciare gli originali al sicuro in casa. Zitte zitte quatte quatte, le principali case discografiche hanno immesso sul mercato milioni di CD musicali protetti con sistemi anticopia per impedirne la duplicazione tramite computer e la conversione dei brani al formato MP3 usato su Internet.

Segreto assoluto, per ora, su quali siano i titoli dei CD protetti: i discografici dichiarano soltanto che uno di questi dischi ha venduto oltre centomila copie, piazzandosi in alto nelle classifiche. Invece i dettagli tecnici dei sistemi anticopia sono già stati divulgati. Come al solito, il popolo della Rete non ci ha messo molto a scoprire come aggirarli. Vi sto istigando alla pirateria?

Difendo i vostri diritti di consumatori onesti. Infatti se comprate un CD, avete il sacrosanto diritto di farne una copia per uso personale, ad esempio per non perdere un disco raro a causa di un graffio o di un furto problemi che affliggono specialmente i CD ascoltati in auto e in vacanza o per creare una compilation da suonare su un lettore MP3 portatile.

Secondo i discografici, se volete ascoltare la stessa musica in auto e in casa, dovete comprarvi i CD due volte, oppure portarvi a spasso una valigetta piena di dischi. I sistemi anticopia funzionano introducendo errori intenzionali nel disco: in altre parole, si vende un prodotto volutamente difettoso.

Insomma, si danneggia il consumatore onesto senza fermare il pirata. Bel progresso. In questi giorni le principali case di produzione cinematografica statunitensi MGM, Paramount, Sony, Universal e Warner hanno annunciato trionfanti un progetto di consorzio per distribuire a pagamento film via Internet.

Promettono che gli utenti potranno scaricare dalla Rete i film e telefilm che preferiscono e vederli quando vogliono, sul proprio computer o eventualmente su un televisore collegato. Una sorta di videonoleggio senza la scomodità di uscire di casa e di dover vedere in giornata la cassetta, insomma.

Scaricarlo da Internet con una normale connessione via modem significa occupare il telefono per due interi giorni: impensabile. Noi comuni mortali, invece, saremo tagliati fuori. Secondo problema: anche avendo una connessione veloce, è improbabile che qualcuno voglia pagare per vedere queste versioni digitali dei film: sono praticamente inguardabili.

Uno strazio che rovina il piacere di un buon film. Come posso criticare il servizio, se non è ancora disponibile? Semplice: i film distribuiti via Internet ci sono già, e da un pezzo. Oltretutto, come le versioni ufficiali, sono realizzate partendo da ottimi originali: i DVD autentici dei film. Vi garantisco che non arriverete alla fine della proiezione e che non ne scaricherete più.

Neppure se sono gratis; figuriamoci se fossero a pagamento. Molto meglio andare al cinema in buona compagnia. Da metà settembre saranno in vendita i primi personal computer dotati di XP, la nuova versione di Windows.

Chi vuole acquistare soltanto XP, senza computer, dovrà attendere invece il 25 ottobre. E soprattutto, quanto costerà?

Tuttavia aggiornarsi comporta scelte costose. Di primo acchito sembrerebbe più conveniente acquistare soltanto il CD di XP e installarlo sul computer che già avete: in tal caso pagherete Windows XP circa quattrocentomila lire, scontate a duecentomila se avete già una versione legale precedente di Windows. Ed è abbastanza facile che il vostro attuale computer sia inadeguato per Windows XP: i requisiti minimi ufficiali sono un processore a MHz, megabyte di RAM e 1,5 GB di spazio libero sul disco rigido, ma in realtà senza prestazioni almeno doppie vi sembrerà di pedalare controvento in salita.

Se state pensando di risparmiare la spesa procurandovi una copia pirata di XP, pensateci due volte: a parte il fatto che è un reato penale, Windows XP ha un sistema anticopia. Tranquilli: mettere mano al portafogli per aggiornarsi non è indispensabile. Se poi volete liberarvi una volta per tutte dal circolo vizioso dei continui aggiornamenti a pagamento, provate Linux: è tecnicamente più impegnativo di Windows, ma è legalmente copiabile ed è gratuito, aggiornamenti compresi.

Davvero Giancarlo Fisichella ha un sito porno? In effetti, visitando www. Il suo vero sito Internet è infatti www. Ne sono colpiti anche attori, cantanti, aziende e marchi famosi. Come mai i legittimi proprietari dei nomi tollerano questi abusi? Semplice: non hanno scelta. Le liti legali internazionali costano, e andrebbero ripetute per ciascuna delle migliaia di varianti del nome.

Dopotutto il sito ha scelto quel nome proprio perché il legittimo proprietario è già famoso e quindi presumibilmente ha fatto fortuna.